sergi.roberto.

Mandare al diavolo il tuo capo e trovare il lavoro della vita, superare l’ultimo esame universitario, aprire il locale dei tuoi sogni, perdere peso, correre una maratona, pubblicare il tuo libro, trasformare i bozzetti che hai creato da anni nella tua linea di moda…

Tutti abbiamo un sogno nel cassetto ma spesso a boicottarci è quella vocina interiore che risuona dentro di noi: non ce la farai mai!

Sicuramente non la pensavano così i giocatori del Barcellona che ieri sera hanno compiuto una delle imprese più sensazionali della storia del calcio.

Stadio Camp Nou: ritorno degli ottavi di finale di Campions League. Si affrontano Barcellona e Paris Saint Germain. All’andata per i catalani un’autentica disfatta: 4-0 e palla al centro.

Anche la storia è a loro sfavore: nelle coppe non è mai avvenuto che un 4-0 venga ribaltato al ritorno. Impietoso il numero dei precedenti negativi: 185!

Eppure, a metà del secondo tempo, i ragazzotti di Luis Enrique sono a metà dell’opera: 3-0 grazie al cecchino Suarez, l’autorete di Kurzawa e il rigore di Sua Maestà Lionel Messi.

Ma al minuto 17 la doccia fredda: Edison Cavani realizza per il PSG la rete dell’1 a 3. Tutto da rifare: ora il Barcellona deve segnare altri 3 goal in poco più di mezzora. Continua ad attaccare ma sbatte sul muro ospite e si avvia alla fine con la sola soddisfazione di aver salvato l’orgoglio.

È al minuto 88 che si riaccende la speranza. Il brasiliano Neymar indovina l’angolo su punizione: 4-1. Troppo tardi, forse: mancano appena 2 minuti più 6 di recupero. Il Camp Nou ci crede e diventa una bolgia: 120 mila spettatori assatanati che incitano i loro idoli.

Ed è qui che si scrive la storia: prima Neymar trasforma il rigore del 5 a 1. Poi, a 30 secondi dalla fine, serve un assist al bacio a Sergi Roberto, un piccoletto di 25 anni della cantera (vivaio). Per lui l’occasione della vita, quella che può segnare una carriera. E il giovane canterano non se la lascia sfuggire: tiro al volo, palla alle spalle dell’esterrefatto portiere ospite e 6-1 che porta il Barcellona ai quarti di finale.

Ora fermati un attimo a riflettere: qual è la differenza tra il tuo sogno e quello di 11 giovanottoni in maglietta e pantaloncini?

È una sola: il tempo!

Proprio così: loro avevano solo 90 minuti per realizzarlo. A te magari basta una settimana, un mese o un anno: ma puoi continuare a rimandare. Loro no: un’ora e mezza per lanciare il cuore oltre l’ostacolo ed entrare nella leggenda.

Tu cosa aspetti?

Scritto da: Fabio Columbano

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