Parlare in pubblico non è solo sapere cosa dire e come dirlo. Devi fare molta attenzione anche a come ti muovi, alla postura del tuo corpo, al tuo respiro: una buona performance è determinata dalla giusta dose di padronanza del corpo, della mente e della parola.

Mercoledì 12 aprile, durante il corso di Alta Formazione “Public Speaking – Presenza Scenica”,  avrai modo di concentrarti proprio sul controllo del tuo corpo: Ettore Distasio, attore di teatro, cinema e TV, ti aiuterà a gestire al meglio la tua energia, a evitare inutili dispersioni e fatiche fisiche.

Ho avuto la possibilità di chiacchierare piacevolmente con Ettore, di fargli qualche domanda sul corso che terrà a Olbia, e chiedergli dei preziosi consigli per migliorare le performance in pubblico

Ettore, il corso che terrai il 12 aprile a Olbia, si inserisce in un percorso di Public Speaking: quanto è importante avere la giusta padronanza del proprio corpo e dello spazio a disposizione, per chi parla in pubblico?

La mia è una formazione che deriva dal teatro. Quando ho iniziato, la prima cosa che mi hanno insegnato è che il pubblico si accorge prima del corpo e poi della voce, di conseguenza il corpo diventa il primo mezzo comunicativo. Gambe, testa, mani e piedi: tutto diventa veicolo di messaggi. Gassman, ad esempio, diceva sempre di fare attenzione a dove mettere le mani e a come muoverle. Se il corpo va per i fatti suoi, dopo un po’ le persone iniziano a seguire il corpo e si allontanano dalla performance. Per evitare di disperdere l’attenzione, bisogna limitare i movimenti al minimo o comunque devono essere equilibrati e ben gestiti.

Come si svolgerà la giornata di Presenza Scenica? Suppongo che la parte pratica sarà ampia…

Sarà un corso completamente pratico, poca teoria. Non mi piace fare troppo lavoro teorico, preferisco concentrarmi sullo spazio e sulla respirazione. La respirazione, ad esempio, è importante: tante volte, quando parliamo in pubblico respiriamo male. Non sappiamo gestire il nostro respiro e se ci manca l’aria entriamo in ansia. Dopodiché iniziano a sudare le mani, la bocca si asciuga, la voce inizia a tremare, le pause e le “sporcature” aumentano.  Respirare a fondo aiuta a superare i momenti di ansia.

Qualche giorno fa ho letto un articolo che spiegava i risultati di uno studio sulla paura: una delle paure più grandi dell’uomo è parlare in pubblico. Quando hai iniziato la tua carriera, hai provato anche tu questa paura? Se sì, ti andrebbe di raccontarmi un aneddoto legato alle prime volte che hai calcato la scena?

Io ho ancora tantissima paura ogni volta che faccio uno spettacolo. Quando vado in scena devo donare qualcosa al mio pubblico e il suo giudizio per me è importante, anzi, fondamentale. Non posso tradire chi viene in teatro per vedere il mio lavoro. Questo, naturalmente, mi genera una costante paura. Ma io penso sempre che chi non ha paura non ha coraggio. Se hai paura trovi anche il coraggio di affrontare il pubblico. Quando ho esordito con il mio primo monologo è stata una tragedia. Ero da solo, in scena. Ero talmente ansioso che a metà del monologo ho dimenticato tutto. Non sapevo più cosa dire. Allora ho iniziato a rallentare, a ripetere sempre le stesse parole e a emettere quei fastidiosi suoni come Ehmm…, le cosidette sporcature che se parli in pubblico devi assolutamente evitare. È stato terribile!

Tre consigli che daresti a chi vuole avvicinarsi al mondo teatrale ma ha paura o non crede di essere adeguato:

Parlare al pubblico, comunicare a una platea è:

  • divertente;
  • utile per conoscerti meglio;
  • ti aiuta a non giudicare.

Oltre questi consigli, concludo dicendo a chi vuole seguire la mia strada, quello che Edmund Kean, grande attore inglese, ripeteva sempre: “Non si recita per guadagnarsi il pane: si recita per mentire, per smentirsi, per essere quello che non si è, perché se ne ha abbastanza di quello che si è”.

Intervista a cura di: Luana Scanu

Corso di Public Speaking – Presenza Scenica | 12 Aprile 

No tags for this post.