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Noci croccanti, caramelle gommose, praline o semi di lino gustosi? Alle volte è davvero difficile scegliere. Ma la bimba nella foto sembra avere le idee chiare!

E noi? Come effettuiamo le nostre scelte?

Usiamo la testa o, piuttosto, seguiamo il nostro cuore, o ancora… facciamo scelte “di pancia”?

L’intelligenza emotiva può sicuramente supportarci nel prendere le decisioni in modo equilibrato, operando scelte in cui la testa della ragione, il cuore dell’emozione e la pancia dell’istintività sono alleate e dialogano in armonia.

L’intelligenza emotiva, infatti, è la capacità di mettere insieme le 3 variabili e non è un caso che, in periodi di incertezza come quelli attuali, sia un grande predittore di performance.

Nella ricerca del 2014 “State of Heart” si è visto come l’IE spieghi più del 60% della performance e i top performer hanno in media un livello di IE del 15% superiore ai low performer (http://www.6seconds.org/2014/03/10/state-heart-report/).

Chiediamoci allora: cosa fa la differenza nella prestazione dei Top performer?

Innanzitutto i top performer sono consapevoli delle emozioni che provano, sanno dare alle emozioni un nome preciso

“la gioia è diverso dalla felicità, come la rabbia è diverso dal rancore, come la tristezza è diverso dalla malinconia”

e le comprendono in profondità perché ritagliano piccoli momenti in cui guardano dentro se stessi, riflettono sulle proprie emozioni e su quelle altrui.

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I top performer sanno che le emozioni sono informazioni che non vanno ignorate, perché le emozioni sono messaggi che vogliono comunicarci qualcosa, spie che rivelano tanto, se correttamente interpretate e canalizzate.

Ma ri-conoscere le emozioni non basta, le emozioni vanno gestite, e allora entrano in gioco altre qualità!

Il top performer è capace di modificare il tipo di risposta emozionale più adatta alle diverse situazioni, interrompendo dannosi schemi per cui a fronte di uno stimolo, percorrendo sempre lo stesso sentiero, si tende a offrire un tipo di risposta istintiva non funzionale al raggiungimento dell’obiettivo.

E quando prende decisioni cosa fa? Esamina a fondo le relazioni di causa-effetto delle proprie scelte, riducendo l’impulsività a vantaggio della intenzionalità, allineando mente, cuore, pancia.

Navigando le proprie emozioni, “calzando le scarpe delle emozioni” di chi lo circonda, cogliendo diversi punti di vista, mantenendo alta la motivazione anche in momenti di elevata turbolenza, il top performer avrà chiara la direzione degli obiettivi personali e il proprio “perché” sarà sempre molto forte.

Un po’ come il “perché” della bimba che, con la sua piccola grande scelta, ha ispirato questo post!

Foto profilo

Written by Marianna Del Bello

Laurea in Economia, Formatore, business e career Coach certificato ICF, Marianna Del Bello opera, con una esperienza quasi ventennale, all’interno della Corporate University di un importante gruppo bancario. Specializzata in formazione manageriale e in digital education, è esperta nell’utilizzo di strumenti di valutazione dell’Intelligenza e della Performance Emotiva (SEI Assessment) e nella somministrazione e restituzione di questionari di personalità per l’individuazione dei Tipi Psicologici (Myers-Briggs Type Indicator®). Cosa dice Marianna di sé?

“Quando creo, progetto ed erogo formazione, quando costruisco percorsi di crescita personale e professionale, mi anima il desiderio di sostenere le persone nella eliminazione delle interferenze che limitano le loro performance, nella realizzazione del loro potenziale, rendendo ciascuno consapevole della propria unicità. Penso che oggi, a fare davvero la differenza, sia la capacità di applicare in profondità ciò che si apprende, continuando via via ad acquisire nuove conoscenze. Il mio lavoro è anche questo: allenare le persone a fare cambiamenti, facendole entrare in contatto con le proprie resistenze, supportandole nel raggiungimento dei loro obiettivi, rendendole consapevoli del loro vero perché”

 

 

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