Mi ha sempre impressionato quando un leader entra in una stanza. Senti subito qualcosa di diverso, stai ad ascoltarlo e non ti perderesti nemmeno una parola di quello che dice.

Il primo segreto di un leader è che capisce immediatamente chi ha di fronte e alza o abbassa il livello di complessità della comunicazione a seconda dell’uditorio. Se un leader ti propone di fare cose per te nuove, è impossibile da ignorare. Ti tocca dentro. E ti sposta le tue convinzioni un pochino più in là.

Se fino a ieri non avresti mai pensato nemmeno di provarci, ora non ne sei più tanto convinto: il leader ti pone delle domande e, poco per volta, ti persuade che ce la puoi fare. E alla fine, infatti, ci riesci.

Il Leader è colui che aiuta le persone ad andare oltre i propri limiti

Secondo Gian Paolo Montali, uno dei coach di pallavolo più vincenti di sempre, il leader si occupa d’impollinazione. Come in questo racconto, tratto da un suo libro:

Un antropologo che stava conducendo uno studio sulla felicità, arrivò in un paesino di campagna. Generalmente, le risposte alla domanda su chi fosse la persona più felice tra loro, nei paesi visitati precedentemente avevano sempre una risposta diversa: il sindaco, il parroco ma non c’era mai nessuno che raccogliesse l’unanimità delle opinioni.

In questo paesino, invece, tutti diedero la stessa risposta: Giuseppe il contadino.

Il panettiere disse: “La persona più felice del paese è Giuseppe il contadino perché è sempre disponibile ad aiutare gli altri. E poi perché regala i suoi semi migliori ai colleghi dei campi vicini”.

Il farmacista disse: “Giuseppe il contadino perché sta in compagnia di tutti, è gioviale, ride e scherza indistintamente con persone di classi sociali diverse”.

Infine, decise di chiedere al Sindaco. Quello rispose: “Giuseppe il contadino perché è un imprenditore e fa crescere l’economia locale; ma soprattutto dà lavoro a molte persone del paese aumentandone così la qualità della vita”.

L’antropologo, curiosissimo, decise di andare a conoscere Giuseppe nella sua fattoria. Lo trovò mentre dava le indicazioni ai braccianti e sistemava gli attrezzi dei campi.

“Sa che tutti i suoi compaesani la considerano la persona più felice del paese?”

“Non lo sapevo, ma è una cosa che mi fa molto piacere”, rispose Giuseppe il contadino.

L’antropologo lo incalzò chiedendogli cosa significasse per lui essere felice.

Giuseppe si mise comodo ed iniziò ad elencare le cose che facevano la SUA felicità: una moglie adorata, due figli meravigliosi che vedeva crescere giorno dopo giorno, un lavoro che gli piaceva e che gli permetteva di non sentire mai la fatica ed infine la consapevolezza che i suoi lavoratori erano contenti del loro impiego.

Un po’ deluso, l’antropologo disse: “tutto qui?”

“Si, tutto qui” rispose Giuseppe.

L’antropologo ringraziò, salutò e si incamminò sulla strada del ritorno. Dopo qualche passo, però, gli venne in mente l’ultima domanda. Tornò indietro e chiese a Giuseppe: “Mi potrebbe spiegare come mai lei dà i suoi semi migliori ai contadini vicini?”.

Giuseppe, meravigliato e infastidito, rispose: “Mi scusi, lei sarà anche un grande studioso, ma non capisce proprio nulla! Regalo i miei semi migliori ai vicini per l’impollinazione: più crescono qualitativamente i raccolti limitrofi e più cresce il mio, i miei campi migliorano come tutti quelli che li circondano e così all’infinito”.

Con questo e altri argomenti Gian Paolo Montali “impollinerà” i presenti all’evento Fuoriclasse® – I segreti della motivazione in programma il prossimo 19 maggio a Olbia.

In modo diretto e senza filtri, le storie e gli aneddoti di una lunga carriera che lo ha portato anche nel calcio, nella formazione manageriale e ora nel golf come Direttore Generale del progetto Ryder Cup 2022.

Iscriviti con l’offerta speciale che scade il 31 marzo: € 198 + iva anziché € 290 + iva.

Scritto da Fabrizio Filigheddu
Tratto dal libro “Il parafulmine e lo scopone scientifico” di Gian Paolo Montali

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