locandina-fuori-classe

Fuoriclasse – I segreti della motivazione

Qual è il segreto del successo? È davvero solo questione di talento individuale e di tenacia nel perseguire gli obiettivi, oppure entrano in gioco altri, imprevedibili fattori? E che cosa differenzia realmente la personalità di colui che eccelle da quella della maggioranza dei suoi simili? Cosa spinge l’uomo all’azione? Quali sono i segreti per arrivare all’eccellenza?

Fuoriclasse® è un format di seminari sulla motivazione che prende spunto dall’omonimo libro del giornalista americano Malcolm Gladwell. Dopo il pubblicitario Gavino Sanna, il cestista Gigi Datome, il jazzista Paolo Fresu ed il coach della nazionale di basket Meo Sacchetti, l’ospite C&D for human resources del 2018 sarà Gian Paolo Montali.

Gian Paolo Montali
É uno dei coach di pallavolo più vincenti di sempre. Dopo 25 anni di attività, 5 scudetti, 16 coppe, un mondiale, 2 ori europei e un argento olimpico, si è occupato di Gestione delle risorse umane, Cultura sportiva, Marketing strategico e leadership all’Università Bocconi, alla 24 Ore Business School e all’Università di Parma. È stato dirigente di Juventus F.C. e A.S. Roma e attualmente è Direttore generale del “Progetto Ryder Cup”, la più importante manifestazione di golf a livello mondiale, assegnata all’Italia per il 2022. Ha scritto due libri: “Scoiattoli e tacchini” e “Il parafulmine e lo scopone scientifico”.

HANNO DETTO A FUORICLASSE®:

“Ho avuto una carriera fortunatissima, lunga 50 anni. Ho vinto 7 oscar mondiali della pubblicità, 7 leoni d’oro al festival di Cannes, un Telegatto. Due università mi hanno conferito la laurea honoris causa. L’unico cruccio è che sia successo quando i miei genitori non erano più in vita e non aver potuto, quindi, condividere queste gioie con loro”. (Gavino Sanna 05/07/2013)

Il talento non basta. Per raggiungere certi traguardi ci vuole altro: la voglia di giocare con gli idoli Tullio, Robertino ed i “grandi” della Santa Croce quando hai 14 anni; gli allenamenti in solitario nel tempo libero a Scafati; l’essere l’ultimo a lasciare il campo di allenamento a Roma, quando sei già una star. (Gigi Datome 12/07/2013)

“Se il jazz è la musica dei perdenti, voglio suonare questa musica”. Questo e altri pensieri in due ore di chiacchierata con Paolo Fresu. Tanti aneddoti, ai più sconosciuti: l’amore immediato per la musica, il sogno (poi coronato) di entrare a far parte della banda musicale di Berchidda, i primi concerti con i “complessi” nelle feste di paese, tra successi e fiaschi clamorosi (nei primi coraggiosi tentativi di introdurre brani jazz) ma anche…scorte di pompelmi, pomodori e castagne. (Paolo Fresu 24/09/2013)

Quando devo scegliere un giocatore non guardo solo le statistiche. Ma guardo anche come si rapporta con i compagni, dentro e fuori dal campo”…
Se c’è una mela marcia nel gruppo, si può gestire. Due mele marce no, una va mandata via altrimenti rovina tutto. Per le teste calde, invece, bisogna che il gruppo accetti che ci servono”
(Meo Sacchetti 14/04/2014)

fn datome 2013-020sanna&boccardofn c d fresu 2013-003

sacchetti10

No tags for this post.