Ti capita mai in certe situazioni di non sentirti all’altezza? Di pensare di non farcela dubitando delle tue capacità? Di farti prendere dallo sconforto di fronte a una prova? Magari è solo una sensazione passeggera a seguito di una delusione o di un fallimento.  Ma succede…

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Si racconta che una volta l’ex presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, andò a cena fuori con la moglie Michelle e, volendo fare qualcosa di diverso, scelse un normale ristorante.

Nel locale, il proprietario si avvicinò e chiese alle guardie del corpo il permesso di poter salutare la moglie del presidente. S’intrattenne qualche minuto a chiacchierare con lei in un clima di apparente familiarità.

Quando la Firts Lady arrivò al tavolo, Obama le chiese: «Perché quell’uomo aveva tanto interesse a salutarti?»

La moglie rispose: «In gioventù è stato per lungo tempo innamorato di me.»

«Ah, questo significa che se tu lo avessi sposato, oggi saresti la proprietaria di questo ristorante!»

Michelle guardò il marito sorridendo: «No, tesoro … Se avessi sposato quell’uomo, oggi sarebbe l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America!»

Ho trovato questo aneddoto sul web qualche anno fa e ogni tanto riemerge nella mia memoria. Considerare la propria unicità, accettando le proprie insicurezze ma valorizzando i punti di forza può essere un buon viatico per costruirsi una sana autostima. Nel caso di Michelle, essere il partner dell’uomo più potente al mondo l’ha posta davanti a un bivio:

1) rimanere schiacciati dal suo peso;
2) considerarsi artefici del suo successo.

Lei ha scelto la seconda opzione, tu cosa faresti?

Scritto da: Fabio Columbano

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